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di Marzio Martel
Noi che della moda ne facciamo una filosofia di vita abbiamo capito che, in questo grande mondo di forme, linee e suggestioni, la miscela di vecchio e nuovo gioca un ruolo essenziale, ma non avremmo mai pensato che le vecchie amiche di un tempo, le spalline, sarebbero tornate a dettar legge sullo stile così a lungo. Frutto della creatività dei costumisti hollywoodiani anni '30, che adoravano sottolineare l'esile vita delle Dive accentuandone la linea dritta della spalla, questo controverso elemento è stato portato al successo dallo stile urban chic degli anni '80, in cui la spallina non era che il simbolo apoteotico dell'emancipazione femminile, celebrata dalla giacca di Armani e da Melanie Griffith che, indossandola in Una donna in carriera, gridava al mondo l'affermazione di sè nella società. Dopo questo decennio di contaminazioni fantascentifiche e gli anonimi anni '90, quando ci sembrava che il corpo femminile avesse ritrovato la sua naturale armonia e si fossero abbandonati gli eccessi per restituire alla donna una forma umana, ecco che i designers si uniscono nell'intento di rilanciarle ancora una volta, facendo delle icone dello show system il veicolo più efficace per assicurarsi un posto in copertina.
Madonna in Balmain, Victoria Beckham in Armani, Lady Gaga in McQueen e così via sulla strada della celebrità.
Grandi, piccole, antiestetiche, asimettriche o imbottite non importa, le spalline sono entrate a tutti gli effetti nella lista dei must have dei fashion victims e non, e che ci piaccia oppure no si sono imposte come il pezzo forte dei trends di stagione.
Se è vero che nella rilettura del passato e nella mediatica imposizione di un'unica tendenza è racchiuso il segreto del successo della moda, ci sono però stilisti che hanno deciso di seguire una linea guida tutta autonoma. Per esempio Nicolas Ghesquière, direttore creativo di Balenciaga, griffe storicamente conosciuta per i suoi capi "architettonicamente strutturati", ha proposto nell'ultima collezione (PAP SS 2010) solo abiti completamente smanicati, mentre Donatella Versace, durante un'intervista rilasciata in conferenza stampa, ha dichiarato di essere assolutamente contro il revival. "Sapevo che questo trend ci avrebbe invaso. Sapevo benissimo che molti designers avrebbero cominciato a proporlo. Ed io non ho voluto, perchè ho creato con Gianni la moda anni '80 negli anni '80. E' troppo banale. Come le spalline. Noi apparteniamo a quei tempi. Ma per me non hanno più un senso oggi...puoi giocare al revival per qualche stagione, ma non puoi arrivare ad una rivoluzione. Penso dovremmo proiettarci in avanti, non indietro. Definire l'era in cui viviamo è troppo difficile...la stessa moda è difficile da definire."
Ma per uno che va contro corrente ce ne sono altri cento pronti ad assecondare le mode del momento, ed è il caso di Janet Jackson, che per il suo ritorno dopo quasi quattro anni di assenza, in attesa dell'uscita del suo best of, si fa riprendere nel video del singolo di lancio stretta in abiti-giacche dalle spalle enormi, metalliche e dalle forme coniche. Forse, in un momento in cui non c'è molta speranza nel futuro, la moda guarda al passato per cercare il futuro stesso. Belle o brutte non sta a noi dirlo, ma se questa tendenza è sintomatica dei cambiamenti in atto della società e della donna all'interno di questa, ben venga.
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